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Ombra
Punto di raccolta delle mie scemenzialitaggini.


Diario


17 novembre 2009

Quel.

Quel buio, quel momento, quell'istante in cui si sveglia, quella mano ad accendere la luce tenue dell'abat-jour, quella stanza da letto silenziosa, quegli occhi pieni di timore, cos'era stato? Un rumore forse, un grido soffocato, un ronzìo, un cadere metallico, un bisbiglio, un soffio freddo sul collo... "Tu hai sentito niente?" dice girato verso la moglie, un corpo nudo disteso sul fianco, pelle bianca come neve, schiena semicoperta da lunghi capelli neri, immobile nel suo silenzio; noi che possiamo muoverci invisibili nella stanza ci soffermiamo nel guardare l'altro lato della donna, le lunghe gambe distese, il cespuglio folto e nero, l'addome piatto, le braccia abbandonate, i seni piccoli e sodi, il collo esile ricoperto di lividi, il volto dai lineamenti belli e delicati, la bocca atteggiata in una smorfia di dolore, gli occhi aperti, sbarrati ad osservare il vuoto.
 
Quel piede che tocca il pavimento di marmo freddo, che si muove in cerca della ciabatta, l'altro piede segue, si poggia sullo scendiletto morbido, sfiora due gambe di uomo nude e ricoperte di peli, abbandonate in terra, si alza e va verso il corridoio, ma noi che siamo curiosi restiamo a guardare le gambe apparse così misteriosamente, spaziando con lo sguardo vediamo dei glutei ridicoli nel loro pallore, una schiena con dei nei a rompere la monotonia, due braccia aperte a croce e un collo attaccato ad una testa girata innaturalmente, come fosse stata torta da braccia forti e assassine. "C'è nessuno?" dice, mentre passo dopo passo accende ogni luce possibile, si ferma e resta in ascolto, poi prosegue, "C'è nessuno?" chiede con voce tremante mentre controlla in bagno, controlla la sala da pranzo, il ripostiglio, resta solo la cucina, ma prima si siede sul divano, affannato si passa una mano rosso sangue sui capelli, in terra ci sono delle rose ancora fresche, poi delle lettere sparse e una borsa di cuoio aperta, si gira verso il postino seduto accanto e sorride amaro, la divisa zuppa di sangue ormai rappreso, un coltello da cucina infilato in mezzo al petto, la testa inclinata all'indietro, come a voler guardare il soffitto, la bocca spalancata,  "Mio caro, questa mattina hai scelto il momento peggiore per consegnarmi la posta" dice, poi si alza e va verso la cucina buia, una lacrima scende lenta, s'incurva sulla guancia, sparisce sotto al mento.
 
Eppure poche ore prima era così felice, quando per impulso era uscito in anticipo dal lavoro per correre dal fioraio, "Rose rosse fuoco come l'amore" aveva chiesto e comprato, poi quell'aria strana e pesante avvertita appena aperta la porta di casa, quell'anticipo di dolore fatto da sospiri di piacere, l'orrore nel vedere la donna amata su quel letto, chinata come un cagna, mentre quello che credeva un amico si muoveva su e giù, su e giù, puttana, su e giù, puttana maledetta. Non ci fu volontà, non decise nulla, non pensò nulla, vide solo se stesso avvicinarsi ed afferrare da dietro la testa di quel giuda, girarla quasi completamente in un rumore di ossa spaccate, vide quel corpo cadere lentamente in terra, poi si vide indifferente alle grida della donna afferrarle il collo, stringere, rabbioso, odiandola per quello che lo stava costringendo a fare. Quel concitato e improvviso bussare alla porta di casa, quel correre in cucina a prendere un coltello, quel postino sospettoso per aver sentito delle grida, quella lama che entrava e usciva dal corpo, quell'ultimo colpo nel petto e poi quel tenerlo fino al divano, quel sistemarlo seduto come per un caffè. Dopo aveva visto un po' di tv conversando col nuovo inaspettato amico, di sera aveva cenato, si era messo il pigiama ed era andato a letto, "Buonanotte amore" aveva detto prima di fare buio.
 
Quel dito sull'interruttore, quella luce forte della cucina, quegli occhi che cercano e che trovano quel topo con la schiena spezzata preso nella trappola, ancora vivo e agonizzante, "Ecco cos'è stato a svegliarmi" dice con disgusto, "Uno schifoso topo, un maledetto e schifoso topo... dovrò farlo sparire prima che il mio amore si svegli e lo veda, lei ha il terrore dei topi!!".




permalink | inviato da Ombra il 17/11/2009 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (43) | Versione per la stampa
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