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Ombra
Punto di raccolta delle mie scemenzialitaggini.


Diario


30 gennaio 2014

I beg your pardon?


Ombra chi? 




permalink | inviato da Ombra il 30/1/2014 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


13 dicembre 2013

Dialogo Tipo. /231

- Buongiorno signora, sto aiutando l'amministratore a distribuire le nuove chiavi del cancello... 
- Prego, entri pure. 
- Metto la chiave sul tavolo? 
- Benissimo la metta pure lì... Drago dove sei? Drago vieni che è ora della pappa... eccolo qui il mio bel cagnolone... Drago saluta il signore... 
> WOF!!! WOF!!! <
- Ahio!!! Ma porca la trota ballerina!!! Mi ha morso la mano!! 
- Oh sì, ogni tanto lo fa quando ha fame... 
- Signora... no dico, mi ha forato la pelle da parte a parte, mi esce il sangue... 
- Suvvia non si preoccupi, ha fatto tutti i vaccini. 
- Ma se sa che morde perché non ci sta attenta? 
- Perché tanto ha fatto tutti i vaccini, non c'è nessun pericolo... MA AHIA!!!! LEI E' PAZZO!!! PERCHE' MI HA MORSO IL DITO?!? 
- Signò non si preoccupi, ho fatto la polio e l'antitetanica. 




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27 novembre 2013

Il papà pigro.

- Papà ci racconti una favola? 
- E va bene... dunque... c'era una volta... c'era una volta... indovinate un po'? 
- Una principessa? 
- Esatto e cosa faceva questa principessa? 
- Viveva in una casa bellissima... con una camera bellissima... ed era felice!! 
- Giusto... ma un giorno... ma un giorno? 
- Mmmmh... un giorno arrivò un drago e la portò via!! 
- E dove? 
- In un brutto castello nella torre più alta. 
- Sì è così... e poi? 
- E poi... e poi... e poi la principessa piangeva e piangeva... 
- Fino a che? 
- Fino a che venne un principe azzurro che uccise il drago e portò via la principessa... poi si sposarono e furono felici per sempre!! 
- Indovinato!! 
- Aaaah che bella storia che ci hai raccontato, grazie papà! Hai sempre tanta fantasia... 
- Di niente piccolini e ora a ninna... 




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25 novembre 2013

La tecnologia in famiglia.

In un sabato piovoso, finito di lustrare la magione e dopo aver preparato e consumato con la famiglia il "frugale" pasto bastevole a soddisfare un reggimento, decido di riposarmi un po'... vado al computer e lo trovo occupato: la mia compagna sta rimestando tra Facebook,  Criminal Case, Giallo Zafferano e Clio Make Up... ooookkeiiii ci sono sempre i due notebook e il portatile. 
Al portatile c'è mio suocero, passato a trovarci, che si sta sparando un sonnolento solitario (le carte vere no?) e i due notebook sono occupati dalla rispettiva figliolanza: questa si chiama sfiga tremens! 

Provo con la xbox e c'è mio figlio, alla playstation invece c'è mia figlia... ma non eravate coi notebook? Allora sono liberi... e invece lì trovo anche lì: papà ci siamo sdoppiati, 5 minuti alle console e 5 minuti coi notebook yeah!! 

Provo con la mega-televisione e c'è mia suocera, sta vedendo un programma dove degli obesi strangolano dei magri in abito da sposa mentre devono pulire la casa piena di torte e di animali che non escono di casa da vent'anni... o una roba simile. 
Alla televisione della camera da letto ora c'è mio suocero, in quella piccola della cucina la mia compagna, quella nella camera dei ragazzi ci sono appunto i ragazzi, al computer mia suocera, alla xbox mio suocero, alla play mio figlio, ai notebook la mia compagna (uno per mano)... corro come un disperato da una parte all'altra di casa e non trovo mai niente di libero... disperazione!! 

Ma ecco che mi ricordo di avere da qualche parte un oggetto che non vuole nessuno, trattasi di una vecchia calcolatrice Texas Instruments degli anni '70 coi tastoni giganti, finalmente avrò qualcosa solo per me!! Vado nella soffitta e scavalcando lavatrici e cyclette e arrampicandomi come un alpino ubriaco arrivo allo scatolone che so contenere roba da far godere un rigattiere, così rovistando rovistando alla fine viene fuori la mia bella calcolatrice. 
Ora mentre tutti sono impegnati a chattare, guardare video, far crescere la propria cultura con i reality-sciò, io me ne sto bel bello a far di calcolo in pace: due più due? Quattro tiè! Cinque per tre? Quindici becca e porta a casa... 

Ad un tratto sento suonare alla porta, è la mia vicina di 94 anni: mi scusi bel giovanotto, non mi tornano i calcoli della spesa, ha mica una calcolatrice da prestarmi? No dico... che bisogno c'è di urlare e strapparsi i capelli? Perché piange? Suvvia non faccia così... 




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14 novembre 2013

Tripadvisor... che delusione!!

Trip-advisor non è qualcosa che ti avvisa quando metti troppa trippa, è un ultra mega importantissimo sito - ufficialmente ad uso e consumo degli utenti - dove si trovano recensioni di ristoranti e strutture alberghiere. In pratica... devo andare a visitare Cippa-Town? Bene prima di mettermi in viaggio leggo su Trip-advisor le recensioni degli utenti sui ristoranti e cerco il migliore, stessa cosa se devo fermarmi a dormire. Quindi sembra una cosa molto utile anche perché a scrivere siamo noi, gli utenti, e si presume di leggere cose sincere e aderenti alla realtà. 
MA c'è sempre un MA. 
Inspiegabilmente per certi ristoranti le recensioni negative vengono cancellate e parlo di recensioni negative che rispettano tutti gli standard posti da Trip-advisor stesso, quindi senza volgarità o attacchi personali ai gestori del locale, semplici recensioni che raccontano l'accaduto in modo equilibrato ed elegante, eppure dopo un paio di giorni PUF! spariscono dalla lista delle recensioni oppure, come per la mia esperienza, vengono messi in attesa e cancellati prima ancora di essere pubblicati. 
Se chiedi spiegazioni non ti vengono date, poi scopri che certi ristoranti pagano le pubblicità su Trip-advisor ed inizi a capire... e quel che capisci ti delude molto. 
Quindi se vi capita di consultare quel sito diffidate, diffidate e poi diffidate perché un ristorante che vanta un tot numero di giudizi positivi potrebbe averne ricevuti il doppio o il triplo negativi, solo che magicamente qualcuno ha provveduto a cancellarli. 
Per quanto mi riguarda, dopo aver scritto un centinaio di recensioni e aver ricevuto centinaia di "voti di utilità" da parte di chi leggeva (forse perché carpivo l'attenzione usando un tipo di scrittura diretta e sincera con piccole punte di umorismo) mi sono impuntato con uno di questi ristoranti "intoccabili" dove era impossibile muovere critiche seppur vere, vere perché altri utenti lamentavano le stesse mie cose (almeno finché compariva la loro recensione), così ho cancellato l'account e tutto quel che avevo scritto perché io sono per l'onesta e la trasparenza SEMPRE e certi giochetti mi fanno veramente schifo. Trip-advisor per quel che mi riguarda può pure andare ad impiccarsi. 




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17 ottobre 2013

Uomo nudo corre sulla tangenziale.

- Papà una settimana di ritardo è grave? 
- ....................... 
- Papà? 
- Che? Cosa? 
- Dico... una settimana di ritardo è grave?
- ....................... 
- Bé? Mi rispondi?  
- Sicuramente quando arrivi non c'è più nessuno ad aspettarti. 
- Dai che hai capito, è grave? 
- E va bene... no che non è grave, dipende dal tempo, dal cambiamento di qualche abitudine, è una cosa che capita insomma... 
- Ok meglio così. 

Come mia figlia sedicenne esce dalla stanza inizio a tremare, afferro il kit di emergenza dei santini che ho nel comodino e inizio pregare: ohé santi e santoni non facciamo scherzi eh? che di far il nonno alla mia età non c'ho proprio voglia, ho finito ieri di cambiare il pannolino a sta ragazza e mica voglio ricominciare!!! 
Passano i giorni e giro attorno a mia figlia come uno squalo attorno al naufrago, ma senza avere mai il coraggio di chiedere, finché... 

- Papà siamo a due settimane di ritardo... 
- Ah! Ah! Ma cosa vuoi che sia... si vede che questo mese salti il ciclo no? C'è chi salta il pasto e chi il ciclo... ah! ah! Magari con calma andiamo a fare un controllino dalla dottoressa eh? Non preoccuparti che va tuuuuutto bene!!! 
- Se va tutto bene perché hai quella faccia? 
- Io? Quale faccia?!? Senti... tanto per dire no? Ma tu... 
- Cosa? 
- No dico tanto per parlare... non è che tu... insomma... sai la storia dell'ape e il fiore e della cicogna che si ingroppa il cavolo? Non è che... 
- Ah papà ma che vai a pensare, io manco ce l'ho il ragazzo!!! 
- Quindi non è possibile che tu... 
- No, non è possibile!! 
- Ok meglio così... 

Cinque minuti dopo sono al bar sotto casa, la mia mano è ferma come una bandiera nella tormenta e regge a stento un triplo cognac, il barista intanto sta parlando con una signora: insomma hai capito la figlia di mio fratello? Quindici anni ed è rimasta incinta, in casa è successo un casino... 
E la signora: è tutta colpa de' sti tempi moderni e della televisione, mo' fanno pure quel programma in tv, com'è che si chiama... ah sì, 16 Anni e Incinta... magari vedono sta roba e pe' sentisse protagoniste... 
Mi teletrasporto fuori da bar, non voglio sentire altro. 
Passano ancora i giorni e sono nervoso e intrattabile, mi lamento di tutto iniziando ogni frase con "Voi donne..." e lo faccio con la mia compagna, col vicino di casa, col gatto del vicino di casa... 

- Papà ormai siamo a tre settimane di ritardo... 
- STIAMO CALMI!!!!! STIAMO CALMI!!! E' TUTTO SOTTO CONTROLLO!!! 
- E perché urli? 
- IO?!? MA NON STO URLANDO... ok d'accordo stavo urlando... respiro respiro respiro... ora sono a posto... dicevi che sono tre settimane eh? E' normalissimo, capita anche a me... 
- Eh?!? A te? Ma gli uomini non hanno il ciclo... 
- Appunto vedi? E tu ti lamenti per un ritardo? Dunque ascoltami bene... sai che io sono mooolto comprensivo... 
- Non mi piace quando usi quel tono paternalistico... 
- Dai piccola con me puoi parlare... insomma, me lo puoi dire se... 
- Ancora?!? Non ho il ragazzo, non ho fatto nulla, mi credi o no? 
- Certo che ti credo, ci mancherebbe... ti credo, ti credo... è un normalissimo lunghissimo ritardissimo di tre settimane... casomai quando nasce lo chiameremo Ritardo e se è femmina Attesa, ti piacciono come nomi? 
- Non sono incinta!!!!! 

Quando mia figlia non può sentire in casa ormai si parla solo di gravidanze, di giovanissime donne figlie del cugino del nipote dello zio rimaste incinta in modi improbabili e mitologici, sfogliamo i cataloghi della Chicco e facciamo scorta di fragole da mettere nel surgelatore per prevenire eventuali voglie, io intanto faccio voto solenne tenendo un biberon nella mano destra e un ciuccio nella sinistra: giuro che se non è incinta corro nudo sulla tangenziale gridando di gioia ai quattro venti. 

- Papà tutto a posto. 
- Tradotto in un linguaggio di questa galassia sarebbe? 
- Sarebbe che è tutto a posto, mi sono arrivate. 
- TI SONO ARR... ehm... ti sono arrivate? Davvero? 
- Sai che era successo? Che avevo fatto un casino... io segno i giorni di ciclo con una x sull'agenda... 
- E allora? 
- E allora l'ultima volta mi ero scordata di segnarli e ho sbagliato il conto dei giorni... 
- Ah sì? Tutto qui? Te lo dicevo io che non dovevi preoccuparti!! 
- Io?!? Ma se tu un'altro po' ti facevi ricoverare all'ospedale dal nervoso... 
- Ma che dici, io ero calmissimo, non ho mai dubitato figurati... 

E' sera, sono sulla tangenziale... spero non ci sia la polizia nei dintorni. 




permalink | inviato da Ombra il 17/10/2013 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa


9 ottobre 2013

Tu esisti ancora.

Con quel sorriso da bambino pestifero e i mille gesti per sistemare i capelli, con la fissa delle auto sportive e delle partite di pallone e sempre a parlare di donne o a ricantare le canzoni famose cambiando il testo con cazzi e lazzi tanto da scandalizzare un minatore bulgaro e la tintarella come religione sempre a sfruttare ogni raggio di sole peggio di un gatto pigro. 

Tu esisti ancora dentro di me, tra i ricordi più belli. 






permalink | inviato da Ombra il 9/10/2013 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa


15 giugno 2013

Una storia così.

Un ragazzo passeggia solitario per strade vuote, noi lo vediamo da lontano leggermente dall’alto, tetti rossi in primo piano e sullo sfondo lui che procede lento, immerso completamente in qualche pensiero. Parte il suono di una melodia triste suonata da un pianoforte, poi una voce profonda e calda inizia a parlare e dice: a volte immagino la mia vita come fossi il protagonista di un libro o di un film, ad esempio ora mi vedo vagare per strade solitarie di una città romantica e misteriosa come può essere Venezia o Praga, immagino me stesso mentre attraverso silenziosamente un ponte, una sosta per guardare l’acqua che scorre sotto, il suono di un pianoforte per rendere la scena tristemente dolce e poi il primo piano di lei, meravigliosa e sorridente, una cascata di capelli castani e ribelli le scendono sulle spalle scoperte, mi vede, la vedo, finalmente insieme; ci abbracciamo poi esploriamo il resto della città mentre parliamo senza sosta, pieni di entusiasmo per tutto, anche di noi. Lei in questo mondo romanzato è la mia donna e vado avanti ad immaginarla da anni, scene banali ed eccessivamente zuccherate lo so, ma mi fanno stare bene. 

Un ufficio piccolo e soffocato da cartelle e pratiche, un computer su un minuscolo tavolo, stavo finendo un lavoro e ho ancora gli occhi persi da qualche parte nel vuoto mentre immaginavo la scenetta romantica, scuoto la testa e torno a battere sulla tastiera, bentornata realtà. Più tardi sono in una specie di riunione di aggiornamento, tutti seduti in penombra ad osservare una lavagna luminosa mentre un tipo parla di standard e procedure, qualcuno fa finta di prendere appunti e io torno con la mente da lei. 

Siamo a letto e si capisce che ci siamo amati con passione, coperte aggrovigliate, cuscini in terra, lei dorme nuda adagiata sul fianco ed io ho affondato il viso tra i suoi capelli, la respiro insomma, con la mano le accarezzo la gamba, le dita come fossero un rastrello la graffiano leggermente, quasi un solletico, scivolano dal ginocchio all’inguine, un lento su e giù che so, tra qualche minuto, le farà aprire gli occhi e si tornerà a fare l’amore. 

Cado rovinosamente in terra, un botto tremendo, dondolavo con la sedia ed ero talmente preso dal sogno ad occhi aperti che mi sono sbilanciato proprio mentre il tipo parlante diceva “Non bisogna mai cadere in questo errore…”, tutti si sono messi a ridere sottolineando la divertente sincronia; a pranzo sono al solito posto di ogni giorno, ho in mano un toast e ogni tanto sorseggio il succo di arancia, ovviamente con la mente sono altrove. 

Le ho preparato una cena speciale sulla terrazza che guarda il mare, noi le onde e le stelle, piccole candele protette da bocce di vetro, non riesco a staccare gli occhi dai giochi di luce sul suo bel viso quando… 

…quando una mano si agita davanti alla faccia e mi fa tornare sulla terra, sono i colleghi: “nemmeno ti sei accorto che ci siamo seduti al tavolo, ma dormi?”, abbozzo un sorriso e porto il bicchiere alla bocca, alzo lo sguardo e… e… NON E’ POSSIBILE!!! Inizio a tossire con il succo che parte e va in tutte le direzioni, i colleghi infastiditi mi dicono qualcosa, ma non li sento e vedo più… a pochi tavoli di distanza c’è LEI!!! Sì proprio lei, la donna che immagino da una vita e che ora è seduta con un’amica mentre prendono un caffè, lei in carne ed ossa, non smetto di fissarla: non ci sono dubbi, stesso volto, mani, espressioni, modo di muoversi… tutto!! Quando si alza e va via accompagnata dall’amica passa vicino al mio tavolo, mi striscia con lo sguardo per un secondo o poco più, vedo una specie di lampo nei suoi occhi, tipo quando riconosci qualcuno o forse è rimasta colpita dal mio volto semi-paralizzato; mi alzo di scatto ed esco, la cerco e non c’è più. 

Per giorni non ho pace, non dormo, non riesco a stare fermo e nemmeno riesco a rifugiarmi nelle solite scene romantiche, ora so che lei è reale, che esiste davvero da qualche parte, e sarebbe come leccare la foto di un gelato; tutti i giorni a pranzo la cerco in ogni persona che arriva, passeggio per ore, guardo in tutti i negozi, angoli, strade: niente; perché diavolo non le ho parlato subito? Una frase qualsiasi, banale quanto vuoi, solo per fermarla un attimo. Passa un mese e ho perso le speranze, non ne ho parlato con nessuno perché non ho grandi amici, ne avrei ricavato solo frasi superficiali perfettamente inutili, nel pomeriggio mi viene voglia di cinema, un film qualsiasi da vedere da solo come faccio sempre, per evitare commenti alla fine del film e altri convenevoli; quando si riaccendono le luci della sala la vedo, poche file davanti: è da sola; tutti si alzano e vanno via ed io non ho forze, provo a muovere le gambe, le braccia e niente, finalmente scatta un interruttore e riesco ad alzarmi, non voglio perderla come l’altra volta, cammino veloce ed esco dalla sala e intanto butto giù delle frasi “ciao vedo che anche a te piace andare al cinema da sola”, “ciao ti è piaciuto il film?”, “ciao posso dirti una cosa?”… no, per ora va bene solo il “ciao” iniziale, male che va mi farò bastare quello, ma non la vedo ed è sparita di nuovo, no eccola laggiù!! Le vado vicino, sta scrivendo un sms, dai fesso dille qualcosa, parla, parla maledetto, lei alza lo sguardo e abbozza un sorriso, ora, parla ora, invece resto ipnotizzato dal suo volto, è uguale ai miei sogni, ok va bene questo si è capito, ma parla, dille qualsiasi frase, tutto meno che restare come un pesce lesso, si allontana velocemente, è nel parcheggio e va via con l’auto, questa sera a casa mi prenderò a martellate sulle gengive. 

Ogni volta che sono allo specchio mi viene l’istinto di sputarmi in faccia, non dormo e non mangio quasi più e trovarla è diventata una fissazione, magari poi è fidanzata, sposata, con dodici figli, o semplicemente non le piacerò: l’ottimismo è tutto nella vita. Sono passati tre mesi, l’ho cercata ovunque, ho controllato anche nei social network, blog, forum, inutilmente. Una notte la sogno, c’è un pontile di legno che conosco in una piccola cittadina di mare dove siamo stati un paio di volte in vacanza, ovviamente non nella realtà, mi sta dicendo qualcosa tipo: sono qui che ti aspetto, raggiungimi presto. Mi sveglio col cuore che batte a raffica, infilo la testa nel lavandino e faccio scorrere l’acqua fredda: devo andare lì a tutti i costi; chiamo in ufficio e dico che sarò in ferie per qualche giorno, che non rompessero le palle per le scadenze: ho da fare punto. Prendo una borsa sportiva e butto dentro qualche mutanda, magliette e cose così, poi salgo in auto e parto. Qualche ora dopo sono sul pontile di legno, nell’angolo dov’era lei, ma lei non c’è. Aspetto un paio di ore, perdo lo sguardo nel mare e ogni tanto seguo il ricamare dei gabbiani nel cielo, scruto orizzonte e navi in lontananza ma niente, solo un vecchio a due passi da me; ad un tratto il vecchio si gira per parlare, non so se lo avete notato, ma assieme alle rughe e acciacchi agli anziani viene questa facilità nell’attaccare discorso con la gente, infatti mi racconta la storia della sua vita e del suo più grande amore: una donna che vedeva tutti i giorni su quel pontile, non aveva mai avuto il coraggio di parlarle perché era così bella che provava fatica ad avvicinarsi, poi un giorno sparì e non la vide più, dopo tanti anni ancora passava per cercarla, pioggia o sole, ogni santo giorno era lì a controllare; non c’è niente di peggio del rimpianto dice, ed è come se mi mettessero il sale su una ferita. Apro gli occhi di colpo, devo essermi addormentato, non c’è il vecchio o è andato via o era un sogno, anzi sono quasi sicuro che non sia mai esistito, il sole sta calando e il cielo è un’esplosione di rosso e arancione, sento il suo respiro dietro: eccola. 

Parliamo come se ci conoscessimo da anni e in certo senso è così, mi racconta di alcuni sogni strani che fa di notte su qualcuno che mi somiglia, sogni molto belli, poi si scusa per essere fuggita dal bar e dal cinema, ma aveva avuto una tremenda paura nel vedermi in carne e ossa, poi un vecchio incontrato oggi per caso le aveva detto delle frasi misteriose e toccanti che l’avevano portata lì, prima di partire ci aveva pensato cento volte, ma ora è felice e non ha più paura di me, lo so, sembra uno dei miei sogni incorniciati di cuoricini, ma il bacio che ci diamo è reale, meravigliosamente reale. Passiamo in quella cittadina i giorni più belli della nostra vita, tornati in città non vogliamo perdere altro tempo e decidiamo di vivere assieme e dopo un paio di anni ci sposiamo. 

Sono in ufficio che fisso il vuoto, un collega parla ma sono altrove, per un attimo non capisco nulla, il pontile, il bacio, il matrimonio… sento che parlano di una riunione improvvisa e io non sopporto le riunioni, lentamente torno alla realtà, afferro il telefono e la chiamo: “amore questa sera farò tardi per via di una riunione, se vuoi raggiungimi così dopo andiamo da qualche parte…”, attacco e sorrido: per fortuna alcuni sogni accadono davvero e alla fine ti fanno rassegnare ad essere felice. 




permalink | inviato da Ombra il 15/6/2013 alle 20:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (40) | Versione per la stampa


8 giugno 2013

Bidè per tutti.

Sono in fila nella farmacia sotto casa, rientrando dal lavoro stranamente (anzi miracolosamente, visto che sono sempre con la testa altrove) mi sono ricordato del detergente intimo di mia figlia che è finito... ma quale usa? 
Quando non ricordo il nome di una cosa più mi sforzo e meno mi viene in mente, ormai manca solo una persona e poi è il mio turno, velocemente passo le lettere dell'alfabeto in testa e per ogni lettera cerco di buttare giù dei nomi sperando mi venga quello giusto. 

A... Alvelox-Gel.. Alfresch-Liquid... no macché, son sicuro che nemmeno esiste una roba del genere... 
Bi... Blu-Fresc... BioSan... no, sembra un maestro di Karate... Basnor... Bix-Mid... 
Ci... Citrix, Cazz-Nesò... Care... Care-qualcosa... CareFresch... ma no, quelle sono salviettine detergenti... 
Arrivato alla Effe tocca a me, ho ancora un kamasutra di nomi che girano da un neurone all'altro, ma quello giusto ancora non è comparso. 
- Buongiorno. 
- Buongiorno, devo comprare un detergente intimo per mia figlia e non ricordo il nome... 
- Come posso aiutarla... dunque... è forse questo? 
- Saugella? Mmmh... no, non mi sembra, se lo vedo lo riconosco, è tutto colorato e con il tappo che se spingi viene fuori il sapone... 
- Ne ho circa una decina di tipi fatti così... 
- Aspetti... chiamo direttamente lei così mi dice il nome. 

Afferro il cellulare e, tra gli sbuffi della gente in fila, chiamo la pargola e... niente non risponde... no dico!! Ha sempre quel cavolo di cellulare in mano ed ora che mi serve... provo e riprovo: nulla!! 
So che è con la mia compagna e che ora dovrebbero essere in auto, provo a chiamare lei anche se difficilmente risponde quando guida e infatti il primo tentativo va a vuoto, la gente dietro rumoreggia, provo ancora e risponde mio figlio. 
- Ciao senti passami tua sorella, sbrigati! 
E invece - smartphone dei miei zebedei- sento attaccare, probabilmente nel passaggio avrà toccato un atomo di schermo ed interrotto la comunicazione. 
Richiamo e sento una voce femminile, sicuro sarà mia figlia, è logico: avevo chiesto di lei.
- Oh senti, come si chiama quel detergente intimo che è finito? 
Come non detto, ha risposto la mia compagna. 
- Dimmi tutto, ma fai presto che sto guidando... 
- Non cercavo te, passami mia figlia al volo... 
- Pronto? 
- Mi dici come stracavolo si chiama il detergen... 
- A papà manco la mia voce riconosci? 
E' ancora mio figlio!! Mi trattengo dal ruggire come un leone a cui fanno la ceretta sui coglioni poiché sono in una farmacia affollata... 
- PASSAMI... ehm... passami - e senza attaccare - tua sorella... veloce grazie!! 
- Pronto? 
- Finalmente!!! Mi dici il nome di quel detergente intimo che è finito? 
- Il nome? 
- Sì il nome, il cognome, il soprannome, il codice fiscale... quello che ti pare!! Come si chiama?!? 
- Non me lo ricordo... 
 
Attacco fissando il vuoto, sembro uno che ha appena perso un milione di euro a poker... 
- E allora? Quale detergente vuole? 
Guardo dietro: una coppia di anziani, un signore dai baffi imponenti, due ragazzette col ciuffo colorato di blu, un tipo col cappello e valigetta 24 ore, una vecchietta con la ricetta in mano... tutti visibilmente spazientiti per l'attesa. 
- Quanti tipi ha detto che ne aveva? 
- Una decina, anche più. 
- .......... 
- E allora? 
- Li prendo tutti... 
- Tutti? 
- Sì tutti. 
 
Salgo in casa e dispongo le scatolette in fila sul letto di mia figlia, sono quindici in tutto: centodiciotto euro e quaranta di detergente intimo. Se passate dalle mie parti venite a farvi un bidè, ce n'è per tutti...




permalink | inviato da Ombra il 8/6/2013 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa


31 maggio 2013

Ruzzle: la maledizione del terzo round!

Non so a voi ma a me capita tutte le volte, faccio il mostro per i primi due turni, nel terzo round basterebbe un colpo di tosse o uno starnuto per vincere, son lì che mi soffio sul dito tipo il giocatore di biliardo che impregna la punta della stecca col gessetto, parte il terzo turno ed ecco che -sempre santiddio sempre- in quel preciso istante arriva qualcuno che mi deve: parlare/distrarre/mostrare/toccare/rompere gli zebedei!!!

Puoi chiuderti anche al cesso ma tanto è inutile, qualcuno uscirà dal water o entrerà dalla finestra: alla maledizione del terzo round non si sfugge! 




permalink | inviato da Ombra il 31/5/2013 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
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 Ombra dopo il disastro atomico...







Questo Blog è felicemente
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Napolino  
anche se lui non vuole ;-)










N e r o k i a r o 
fa le toolbar senza polifosfati aggiunti.





Frasi storiche:

Il giorno che pioverà minestra in mano avrò una forchetta.
- Hugo Pratt -

Tu mi vedi e non esisto, nella luce di buio vesto, mai è tutto come sembra, perché sono solo un'ombra.
- Ombra -


Ho fatto di tutto per diventare Superman e poi mi ha lasciato per Batman.
- Ombra -

Quando dice male te mozzicano pure le pecore.
- Nonnno Cicci -


Io sto agli indovinelli come Muzio Scevola sta all'applauso.
- Ombra -

Se un pc dovesse avere tutte le usb per infilarci le varie cose che si hanno sarebbe un buco!
- Lapegiulia -

L'unica volta che sono arrivato primo è stata quando ero uno spermatozoo.
- Ombra -


Pane e manto pesano, ma non tanto.
- Nonno Cicci -

Dio è ovunque... ma anche i rompicoglioni!!
- Ombra -

Il suicidio non è un vaffanculo alla vita, ma all'intelligenza. 
- Ombra -

A volte la verità è solo una bugia credibile. 
- Ombra -


Un amico è colui che spinge quando pensi di stare solo sull'altalena della vita.
- Ombra -

Sono allergico alla folla ma non alla follia, così evito i concerti ma non gli sconcerti.
- Ombra -

La genialità dell'uomo è pari solo alla sua idiozia.
- Ombra -

San Rocco san Rocco chi magna prima nun magna doppo.
- Nonna Peppa -

Se il mondo è un palcoscenico e noi siamo gli attori, io sono una comparsa.
- Ombra -


Continuo a fare barchette di carta solo per il gusto di affondarle.
- Ombra -


Non confido nel futuro, cerco di farlo sentire in colpa.
- Ombra -


La vendetta va servita fredda, la gratitudine va consumata calda.
- Ombra -


Le farfalle sono i sogni dei fiori.
- Ombra -

Ci sono giorni in cui l'unico contatto umano che hai avuto è la gomitata ricevuta sull'autobus.
- Ombra -


Quando vedi il cielo sporco vuol dire che devi pulire il vetro della finestra.
- Ombra -


Si potrebbe dire che l'ordine è un disordine organizzato oppure che il disordine è un ordine complesso.
- Ombra -  


In un mondo di colori il razzista vede in bianco e nero, disprezzando il nero.
Si perde così l'arcobaleno della vita.
- Ombra -


Una rima baciata si scoprì innamorata delle labbra di seta del sommo poeta.
- Ombra -


Se nasce co 'na fregatura e se more co 'na fregatura.
- Maggiorina -

Non esiste nessun viaggio che sia all'esterno di noi stessi.
- Ombra -

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