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Ombra
Punto di raccolta delle mie scemenzialitaggini.


Diario


9 febbraio 2010

Come le nuvole.

Ci sono uomini, ma anche donne
chiamati così solo perché mettono pantaloni e gonne,
ma il loro cuore è così duro
che potresti suonarci il tamburo,
parlano tanto per ingannare la gente
e con tutte le loro frasi alla fine non hanno detto niente.
 
Conosco un tipo di Forlì
che chiese la sua donna in sposa e lei disse: certo che sì;
ma il giorno dopo si trovò col cuore spezzato
perché lei ahimè l’aveva lasciato,
pianse tanto e si disperò con gran dolore,
poi un giorno ritrovò il sorriso ed anche un vero amore.
 
A una mia amica poverina
il fidanzato la tradiva spesso, dalla sera alla mattina,
con la cameriera, dottoressa o diva
faceva il cascamorto e non si pentiva,
finché un triste giorno lei lo abbandonò,
la fortuna fece lo stesso e lui per sempre solo restò.
 
Non han capito nulla queste persone,
buttano via l’oro e si tengono l’ottone,
e come le nuvole nel cielo
prendono tante forme e non c’è niente di vero.




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6 febbraio 2010

Voci dall'aldilà ovvero: Ombra il ghost whisperer de noantri!!

Notte. Durante il sonno faccio strani sogni. Letto nuovo, casa nuova, vita nuova, queste sono le spiegazioni che mi do al mattino eppure... eppure sembrava tutto così vero, campi e campi di ulivi e contadini intenti nella raccolta e poi... e poi quella voce: aiutami, aiutami ti prego!!

Notte. Ancora strani sogni, cesti di olive e contadini bruciati dal sole che ridono, una cascina e un frantoio in lontananza, questa volta mi sveglio agitato e apro gli occhi, davanti a me vedo una sagoma luminescente e indistinta che parla: aiutami, solo tu puoi farlo... Scuoto la testa per mandare via la visione e ho il ghiaccio allo stomaco per la paura, la sagoma si muove nella stanza, è piccola e rotonda, poi si trasforma nel volto rugoso di un contadino, infine diventa un nodoso albero di olive. Sto per gridare quando sento ancora quella voce, profonda, vibrante: lo so che puoi vedermi e sentirmi, trova il mio corpo e dammi la pace...
"Chi sei? Dove sei? Come posso aiutarti?" dico con voce strozzata... ma non c'è più nulla, sono solo nella stanza.

Al mattino mentre seguo la mia consueta lezione di tip-tap on line una visione arriva e mi travolge, vedo il lavandino della cucina, il cuore inizia a battere forte... ad un tratto il miscelatore si apre da solo e comincia ad uscire un fiume di... di... acqua? no, non sembra acqua... sangue? no, nemmeno... olio è olio.... fiumi e fiumi di olio scorrono dal rubinetto, sospese a mezz'aria delle fette di pane arrivano e si tuffano nell'olio trasformandosi in bruschette... e poi ancora quella voce terrificante: dai pace al mio corpo, sono nascosto in casa... trovami ti prego!!

Ok in qesta casa hanno ammazzato qualcuno, forse un contadino che aveva dei campi di ulivi e hanno nascosto il corpo, forse lo hanno fatto a pezzettini... ma dove sarà? Sul balcone? Nel ripostiglio? ECCO!! CI SONO!!! Nella visione c'era il lavandino... forse è murato lì vicino!!! Vado in cucina e una voce mi guida "Bravo, sono qui!!", mi guardo attorno e la voce grida "Cerca in basso, sotto al lavandino!!" così mi chino e spazzo il pavimento con lo sguardo... in un angolo, sotto un cumulo di polvere vedo qualcosa e allungo una mano... raccolgo un osso di oliva: finalmente qualcuno mi ha trovato!! Ero qui da anni sputato dal precedente inquilino, sono rimbalzato dal piatto e finito in quell'angolo, lui mi ha cercato per un po', poi ha alzato le spalle ed ha continuato tranquillamente a mangiare... ero senza speranze fino a che sei venuto tu ad abitare in questa casa, ho capito subito che potevi vedermi... ti prego ora gettami nella spazzatura e dai pace al mio corpo...
Così ho tirato su il coperchio della pattumiera e l'ho fatto passare oltre, poi con le lacrime agli occhi per l'emozione ho ripreso la mia lezione di tip-tap.




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2 febbraio 2010

Dialogo Tipo. /224

- Pronto?
- Ciao Papà.
- Ciao, come va l'influenza?
- Insomma... il solito: febbre, mal di gola, raffreddore... non mi faccio mancare niente!!
- Mi raccomando non uscire che fa un freddo boia, sono appena passati i cosiddetti giorni della merla.
- A ecco... infatti questo è stato proprio un periodo di merla!!!
- Ah! Ah! Lo immagino... ma vedrai...
- Cosa?
- Dopo i giorni della merla per te arriveranno i giorni della passera... 
- Seeeh! Magari!!
- Dai retta al tuo vecchio genitore che la sa lunga...
- Va bé...
- E questo dialogo mettilo pure in quel tuo sito che secondo me fa ridere...
- Sarà fatto, poi ti dirò... ciao!
- Ciao.




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29 gennaio 2010

Dialogo Tipo. /223

- A papà!
- Bé?
- No dico... te inizi ad avere qualche annetto...
- Ho superato i settanta da un bel po', perché?
- E' che... sai com'è... insomma... alle volte... cioè...
- Ho capito, vuoi sapere se andando avanti con l'età il giocarello funziona ancora, vero?
- Ehuuuuuu... in effetti...
- Ma te sei giovane.
- Sì però la curiosità...
- Va bé te lo dico... quando s'invecchia non si ha più l'energia dei vent'anni però l'energia che resta si impiega meglio, capito?
- Mica tanto...
- E' un fatto di consapevolezza, di esperienza... è chiaro?
- No!!!
- Insomma... immagina un cacciatore che con l'età ha meno cartucce da sparare, ma molta, moltissima più mira!! Ricevuto il messaggio?
- Jawhol!!
- Meno male.
- E ora dov'è che vai?
- A caccia, ovvio.




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25 gennaio 2010

Dialogo Tipo. /222

- Guarda chi c'è!! Ombra è un piacere vederti... e come va?
- Oggi bene.
- Perché ieri andava male?
- No andava bene pure ieri.
- E perché allora hai detto: oggi bene?
- Perché oggi va bene, ma due o tre giorni fa...
- Andava male?
- No, sempre bene.
- Mmmmh... capisco.... va bé senti ora devo andare che sono in menopausa.
- In menopausa? Filippo è impossibile... sei così giovane!!
- Ma no... in menopausa vuol dire che il capo ci ha ridotto la pausa pranzo... meno-pausa!!
- Ah! Ah! Ah!
- Bella vero?
- Sì bella... però non l'ho capita...
- Nemmeno io...
- Io invece una settimana fa ho sofferto di dolori mestruali...
- Ma se sei un uomo...
- Sì ma avevo dolori allo stomaco ed ero a Mestre...
- Ah! Ah! Ah!
- Bella vero?
- Si bella... però non l'ho capita...
- Nemmeno io...




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18 gennaio 2010

Un altro maledetto lunedì.

Quando al mattino ti alzi così pensi che sarebbe stato meglio non svegliarsi affatto, il collo fa male, la testa esplode, gli occhi bruciano, sono seduto di lato coi piedi in cerca delle ciabatte, tutto è buio, la stanza, il cielo fuori, il mio umore.
Il latte è finito, l'autobus non passa, alla stazione di Ostia la metro parte mentre arrivo, i giornali gratuiti son finiti, sono in ritardo, qualcuno fuma sotto al cartello del vietato fumare impestando l'aria, a Piramide devo far passare tre corse prima di riuscire a prenderne una, a Termini la metro della linea A parte mentre arrivo.
In ufficio apro la posta e inizio a rispondere ad una email, come sempre vengo interrotto di continuo, e invece di metterci cinque minuti passano tempi biblici, a volte inizio a scrivere alle sette ed invio alle dieci, magari per tre o quattro righe.
Non sono padrone dei miei spazi, il lavoro è molto, straborda e io continuo a fare troppo, la sera somiglio ad uno straccio.
Soffro ancora, nel profondo, per gli ultimi nefasti eventi amorosi, mi fingo d'acciaio, quello che passa attraverso il dolore, invece ho attacchi di panico, a volte non riesco a respirare e fuggo, dai negozi affollati, dalle case troppo piene di oggetti, dalle persone che parlano a dismisura o troppo velocemente, mi tolgono l'aria e ho paura di soffocare.
Sono in ufficio e provo a rispondere ad una email, i colleghi invece di parlare urlano, un toccasana per il mal di testa, il telefono squilla per la terza volta e sono appena arrivato, questa volta non voglio rispondere, mi cola il naso e giro la sedia verso lo zainetto per prendere un pacchetto di fazzoletti, il filo del carica batterie si è ingarbugliato attorno alla sedia, i colleghi continuano ad urlare, tranne uno che mi guarda combattere col filo e ride, il telefono continua a squillare, un collega arriva con un foglietto in mano, cerca me, il filo non si vuole districare, tiro e cade il cellulare in terra, il naso cola, il collega agita il foglietto e mi chiama, i colleghi strillano, il telefono non vuole smettere di squillare, la testa batte e il dolore invade gli occhi e il collo, l'aria inizia a mancare, l'aria, questa cazzo di aria che se ne va ogni giorno di più e io ESPLODO, afferro la sedia e la scaglio contro al muro, le rotelle schizzano sul pavimento, sembrano le palle di un biliardo, di colpo c'è silenzio, i colleghi mi guardano come fossi pazzo, quello col foglietto si è allontanato di qualche passo, c'è rimasto solo il telefono che continua a infastidirmi col suo trillo del cazzo, lo afferro e strappo con rabbia, il filo si spezza, poi lo scaglio in terra e si spacca, non squilla più.
Nel lavandino del bagno getto acqua fredda sul collo, sul viso, sulla fronte... un altro maledetto lunedì.




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14 gennaio 2010

Dialogo Tipo. /221

- Mio caro Ombra de Ombris devo proprio farti i complimenti per questa casetta!!
- Ti piace?
- E' davvero carina... come l'hai pensata, le scelte che hai fatto...
- Tutte idee prese da Casalingo Oggi, sono abbonato da anni...
- Poi questo bagno è un gioiellino...
- C'è anche il WC...
- Ma guarda che set da bagno!!! Favoloso!!!
- Lo so, però mi hanno dato la fregatura...
- Perché?
- Quanti pezzi vedi? Contali...
- Bé... c'è il porta sapone, la bottiglia per il sapone liquido, il porta spazzolini, il porta dentifricio... quattro pezzi in tutto... un set da bagno...
- Vedi che mi hanno fregato? Non sono set ma quattro... Ehi, ma dove vai?
- Mi sono improvvisamente ricordata un appuntamento dal callista... ciao!!
- Cavoli questo mese è la terza persona che va via dopo la storia del set da bagno, chissà perché...




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11 gennaio 2010

I'm back home.

Scusate l'assenza, ma questa storia della bici quasi rubata ha preso piede e ho dovuto fare una breve tourné attorno al mondo, ultima tappa Giappone.
Avreste dovuto vedermi allo stadio Yokoama con 70.000 spettatori tutti lì a sentire, io che dicevo "Ero sulla mia dingo rossa e sfrecciavo per la via quando un lestofante armato di bastone..." e il traduttore "Togomashi dingo koschi sfrugushi saké tomopoko dogomaki bastonashi..." e il pubblico ad esclamare OOOOH oppure AAAAAH emozionati come non mai.
Nella foto sono in un sushi-bar di Tokio mentre creo dei disegnini per i fans, c'era una fila di almeno trecento metri, qualcuno aveva la bici sotto al braccio per farsi firmare il sellino.
Tra i miei vari impegni ora sto scrivendo un adattamento di questa storia per il cinema, c'è un certo Spielberg che vuole farne una trilogia, ho già i titoli: Ombra de Ombris e il mistero del manubrio - Ombra de Ombris e la pedalata selvaggia - Ombra de Ombris e la fuga per la vittoria.
Naturalmente una volta famoso non rinnegherò le mie umili origini e farò dei servizi televisivi adatti, mi farò riprendere mentre riempirò col mestolo colmo di minestra le gavette dei poveri oppure mentre farò visita ai malati negli ospedali, non vedo l'ora di essere intervistato nella mia villa di tre piani con piscina e campi da tennis per poter dire di essere rimasto lo stesso modesto ragazzo di sempre.




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17 dicembre 2009

Caro Babbio Natale.

Caro Babbio Natale,
questo ano vorei il libbro di taliano e gramatica che mi serviresse tanto pe' scriwe tute le cose nel bogghe senza erori, mica posso fa la figur de mmerd che non sappio neanco scrive, poi mettessi pure uno gioco o due de la plaistascion che ci gioco gni tanto e passo il tempo alegramente, mentre pe' la bambola gonfiabbile non te disturbà che già me l'hanno rigalatta li amici mei che se so' impietositi.
Il posto ndo abito pe' consegnà la robba lo sapessi già, è l'indove da piccolo me voleveno fregà la bicicletta, tanti cari saluti e baci a te e già che ci sono pure a tuti queli che me leggiono.
BUONO NATALE!!!!!!! 
 




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16 dicembre 2009

Dialoghi con mio padre, e ventiquattro.

- A papà.
- Bé?
- La donna delle pulizie.
- Bé?
- Oggi sono rimasto in ferie e l'ho vista.
- Bé?
- Ma non avevi detto che era senza culo, col nasone e brutta quanto la fame?
- Bé?
- A me pare bonetta... il culo ce l'ha, il naso è carino, insomma è messa bene.
- Lo so.
- Ma allora?!?
- Ahò, ma te devo insegnà tutto...
- Perché?
- Quando ho detto quelle cose... lì vicino c'era mamma.
- GENIO!!!! CHE GENIO!!! (inginocchiandomi e levando le braccia al cielo)
- Modestamente...




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Questo Blog è felicemente
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Napolino  
anche se lui non vuole ;-)










N e r o k i a r o 
fa le toolbar senza polifosfati aggiunti.





Frasi storiche:

Il giorno che pioverà minestra in mano avrò una forchetta.
- Hugo Pratt -

Tu mi vedi e non esisto, nella luce di buio vesto, mai è tutto come sembra, perché sono solo un'ombra.
- Ombra -


Ho fatto di tutto per diventare Superman e poi mi ha lasciato per Batman.
- Ombra -

Quando dice male te mozzicano pure le pecore.
- Nonnno Cicci -


Io sto agli indovinelli come Muzio Scevola sta all'applauso.
- Ombra -

Se un pc dovesse avere tutte le usb per infilarci le varie cose che si hanno sarebbe un buco!
- Lapegiulia -

L'unica volta che sono arrivato primo è stata quando ero uno spermatozoo.
- Ombra -


Pane e manto pesano, ma non tanto.
- Nonno Cicci -

Dio è ovunque... ma anche i rompicoglioni!!
- Ombra -

Il suicidio non è un vaffanculo alla vita, ma all'intelligenza. 
- Ombra -

A volte la verità è solo una bugia credibile. 
- Ombra -


Un amico è colui che spinge quando pensi di stare solo sull'altalena della vita.
- Ombra -

Sono allergico alla folla ma non alla follia, così evito i concerti ma non gli sconcerti.
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La genialità dell'uomo è pari solo alla sua idiozia.
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San Rocco san Rocco chi magna prima nun magna doppo.
- Nonna Peppa -

Se il mondo è un palcoscenico e noi siamo gli attori, io sono una comparsa.
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Continuo a fare barchette di carta solo per il gusto di affondarle.
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Non confido nel futuro, cerco di farlo sentire in colpa.
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La vendetta va servita fredda, la gratitudine va consumata calda.
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Le farfalle sono i sogni dei fiori.
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Ci sono giorni in cui l'unico contatto umano che hai avuto è la gomitata ricevuta sull'autobus.
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Quando vedi il cielo sporco vuol dire che devi pulire il vetro della finestra.
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Si potrebbe dire che l'ordine è un disordine organizzato oppure che il disordine è un ordine complesso.
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In un mondo di colori il razzista vede in bianco e nero, disprezzando il nero.
Si perde così l'arcobaleno della vita.
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Una rima baciata si scoprì innamorata delle labbra di seta del sommo poeta.
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Se nasce co 'na fregatura e se more co 'na fregatura.
- Maggiorina -

Non esiste nessun viaggio che sia all'esterno di noi stessi.
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